Artrite Reumatoide

 
 
Docente: Dr. Roberto Gorla

Il Fattore Reumatoide (FR) è rilevabile nel 70% dei pazienti con AR evoluta, in meno del 50% all’esordio.
Il FR è frequentemente rilevabile in altre condizioni diverse dall’AR.
Il FR è una immunoglobulina (Ig) in grado di legare altre IG, per la porzione FC. Il FR classico è di classe IgM.

Gli obiettivi principali della terapia dell’AR sono: la riduzione dei sintomi dipendenti dalla infiammazione, quali il dolore, la tumefazione articolare e la rigidità; il miglioramento/ripristino della capacità a svolgere ogni funzione; il ritardare o bloccare l’evoluzione del danno anatomico alle articolazioni. Ciò significa puntare ad un obiettivo ambizioso: la remissione (che significa guarigione di una malattia di cui non si conosce la causa che non può quindi essere eliminata). L’abolizione dell’infiammazione può ripristinare una sopravvivenza paragonabile a quella della popolazione sana.

E’ il Medico di Medicina Generale, prima figura cui il malato si rivolge all’esordio dei sintomi, che ha il delicato compito di sospettare l’AR e di inviarlo allo specialista reumatologo.
Il reumatologo, alla convalida della diagnosi, ha il compito di confezionare un trattamento aggressivo, finalizzato alla induzione della remissione.
Una appropriata terapia è possibile sulla base della valutazione dei fattori prognostici e sulle caratteristiche peculiari di ogni malato.

Molteplici evidenze mediche hanno evidenziato che il danno articolare è ritardato dall’inizio precoce della terapia anti-reumatica. Tanto più precoce è l’intervento terapeutico tanto più probabile è l’arresto della malattia.
La condizione indispensabile per effettuare un intervento terapeutico tempestivo è la diagnosi precoce, allesordio dei sintomi.

Se la terapia viene iniziata nelle prime settimane di malattia, si può rallentare l’evoluzione del danno anatomico articolare e ripristinare una normale attesa di vita.

Le recenti “linee guida” per il trattamento dell’Artrite Reumatoide suggeriscono che la diagnosi e il trattamento precoce con farmaci anti-reumatici in grado di modificare il decorso della malattia è necessario per limitare il danno articolare e la perdita di capacità funzionale. Numerosi studi hanno evidenziato che il danno erosivo articolare si sviluppa precocemente e che oltre il 70% dei malati hanno già lesioni radiologicamente dimostrabili entro i primi due anni di malattia. E’ stato osservato che l’inizio del trattamento farmacologico aggressivo entro le prime 12 settimane dall’esordio dei sintomi può determinare l’irripetibile opportunità di prevenire l’instaurarsi del danno articolare. Questo breve periodo viene quindi definito “finestra di opportunità”.

La completa scomparsa dell’artrite e delle manifestazioni da essa dipendenti sono l’obiettivo primario.
Così si definisce la remissione.

Occhio, cute e polmoni sono colpiti nelle forme sistemiche di AR. In queste diapositive sono evidenti i noduli reumatoidi sottocute e a livello polmonare. L'occhio può presentare una episclerite o, più frequentemente, una cherato-congiuntivite sicca. In rari casi può manifestarsi una vasculite dei piccoli vasi.

Nelle fasi evolute della malattia domina la disabilità.

     
 

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