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Docente:
Dr. Roberto Gorla |
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L’AR colpisce in Italia lo 0,5% della popolazione.
Oltre 300.000 persone ne sono colpite.
Nell’Ar sono tipicamente colpite le piccole articolazioni
di mani e piedi, con risparmio delle interfalangee distali.
Nelle fasi precoci dell’AR prevalgono dolore
e tumefazione articolare.
Sebbene i sintomi e i segni della infiammazione decorrano
nel tempo in modo fluttuante, alternadosi spontaneamente periodi di
importante infiammazione a periodi di miglioramento, il danno anatomico
articolare svelabile radiologicamente, e la disabilità progrediscono
inesorabilmente.
La disabilità è reversibile solo nelle fasi iniziali, quando dipende solo dall’infiammazione.
La disabilità non è più reversibile quando, nelle fasi evolute, dipende dal danno anatomico articolare.
Tutti i parametri radiologici impiegati per rilevare il danno articolare dimostrano un’analoga progressione. Il danno si instaura con maggiore velocità nei primi anni di malattia.
Riduzione dello spazio articolare ed erosioni contraddistinguono l’AR.
E’ stato osservato che nei malati di artrite reumatoide con maggiore compromissione della capacità funzionale la sopravvivenza è ridotta, rispetto alla popolazioen generale ed è paragonabile a quella osservata in malattie comunemente considerate molto più gravi, come il linfoma di Hodgkin o nella cardiopatia ischemica cronica.
Il progressivo declino della capacità funzionale è correlato ad una riduzione significativa dell’apettativa di vita nei malati di AR. Al contrario i soggetti che, per benignità della malattia o per intervento terapeutico, presentano un rallentato declino della capacità funzionale hanno una maggiore aspettativa di vita.
Maggiore è la disabilità, maggiore sono
i costi diretti ed indiretti che la società e il paziente devono
sopportare.
I criteri classificativi cui ci si riferisce per la diagnosi di AR si sono dimostrati poco sensibili e specifici quando applicati per porre diagnosi di AR all’esordio o nelle primissime settimane di malattia. Infatti questi criteri sono stati sviluppati su casistiche di malati con artrite reumatoide evoluta e non sono applicabili in fase precoce. |
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