Artrite Reumatoide

 
 
Docente: Dr. Roberto Gorla

L’AR colpisce in Italia lo 0,5% della popolazione. Oltre 300.000 persone ne sono colpite.
La malattia colpisce in misura tre volte maggiore le donne.
In tutto il mondo ed in ogni razza vi sono malati di AR.
L’AR si manifesta in ogni età, anche quella infantile. Tuttavia il picco di incidenza si rileva tra i 45 e i 65 anni.

Nell’Ar sono tipicamente colpite le piccole articolazioni di mani e piedi, con risparmio delle interfalangee distali.
Il coinvolgimento è generalmente aggiuntivo, bilaterale e simmetrico con prolungata (> 1 ora) rigidità mattutina.
A volte sono presenti sintomi sistemici: febbricola, malessere, astenia

Nelle fasi precoci dell’AR prevalgono dolore e tumefazione articolare.
Nelle fasi tardive sono evidenti le deformità articolari e i noduli sottocutanei (nei soggetti con elevato titolo del fattore reumatoide).

Sebbene i sintomi e i segni della infiammazione decorrano nel tempo in modo fluttuante, alternadosi spontaneamente periodi di importante infiammazione a periodi di miglioramento, il danno anatomico articolare svelabile radiologicamente, e la disabilità progrediscono inesorabilmente.
L’erosione delle articolazioni, una volta instaurata, è permanete.

La disabilità è reversibile solo nelle fasi iniziali, quando dipende solo dall’infiammazione.

La disabilità non è più reversibile quando, nelle fasi evolute, dipende dal danno anatomico articolare.

Tutti i parametri radiologici impiegati per rilevare il danno articolare dimostrano un’analoga progressione. Il danno si instaura con maggiore velocità nei primi anni di malattia.

Riduzione dello spazio articolare ed erosioni contraddistinguono l’AR.

E’ stato osservato che nei malati di artrite reumatoide con maggiore compromissione della capacità funzionale la sopravvivenza è ridotta, rispetto alla popolazioen generale ed è paragonabile a quella osservata in malattie comunemente considerate molto più gravi, come il linfoma di Hodgkin o nella cardiopatia ischemica cronica.

Il progressivo declino della capacità funzionale è correlato ad una riduzione significativa dell’apettativa di vita nei malati di AR. Al contrario i soggetti che, per benignità della malattia o per intervento terapeutico, presentano un rallentato declino della capacità funzionale hanno una maggiore aspettativa di vita.

Maggiore è la disabilità, maggiore sono i costi diretti ed indiretti che la società e il paziente devono sopportare.
Il ricorso alla ospedalizzazione e alle visite mediche, il consumo di farmaci anche per i danni ad altri organi ed apparati e l’erogazione di contributi di invalidità sono maggiori nelle fasi più progredite di danno e disabilità.

I criteri classificativi cui ci si riferisce per la diagnosi di AR si sono dimostrati poco sensibili e specifici quando applicati per porre diagnosi di AR all’esordio o nelle primissime settimane di malattia. Infatti questi criteri sono stati sviluppati su casistiche di malati con artrite reumatoide evoluta e non sono applicabili in fase precoce.

     
 

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