Nozioni di immunologia generale

 
 
Docente: Dr. Roberto Gorla

 

Le difese immunitarie sono mediate da numerosi sistemi cellulari: linfociti (T e B), fagociti e cellule presentanti l'antigene, cellule tissutali, ecc

Fin dalle prime settimane dello sviluppo embrionario i precursori dei linfociti T migrano nel TIMO, dove avvengono le fasi di selezione del repertorio del recettore T linfocitario. Questa fase è di fondamentale importanza nella selezione di T linfociti tolleranti il self. Durante uesta fase di maturazione timica, ogni cellula precursore dei T linfociti che sia reattiva nei confronti degli antigeni propri dell'organismo, viene eliminata per apoptosi (selezione negativa). E' una fase maturativa fondamentale per impedire l'autoimmunità. Questa selezione avviene mediante la presentazione alle cellule preT, ad opera di specializzate cellule dendritiche, dell'intero patrimonio HLA del proprio organismo.

Quindi la selezione del repertorio del T cell receptor è precedente all'incontro di antigeni esogeni.

Un antigene è in grado di stimolare l'espansione clonale di cellule T mature che montino in membrana il peculiare recettore in grado di riconoscerlo.

Gli antigeni esogeni possono attivare i T linfociti maturi solamente se presentati in associazione con molecole self del sistema HLA. Questa presentazione associativa viene operata da cellule presentanti l'antigene (di origine monocitaria) che operano la fagocitosi, digestione a peptide e coniugazione con molecole HLA che vengono espresse in membrana.

Quindi solo il riconoscimento discriminativo tra self e non-self, può indurre attivazione T linfocitaria.

Molecole accessorie sono necessarie all'avvio dell'attivazione T linfocitaria dopo il riconoscimento dell'antigene presentato.

Le cellule T CD4 helper proliferano sotto stimolazione antigenica in presenza di Interleuchina2 (IL2). Il riconoscimento associativo dell'antigene necessita di molecole HLA di seconda classe.

I linfociti T effettori (CD8) necessitano di segnali da parte dei linfociti T helper (CD4) e riconoscono l'antigene in associazione a molecole HLA di prima classe.

I linfociti B maturano nel midollo osseo. Sotto stimoli T linfocitari (helper) possono differenziare clonalmente a plasmacellule che sono specializzate a produrre l'anticorpo selezionato.

Anche il repertorio anticorpale, frutto di rimaneggiamenti maturativi dei geni specifici, precede l'incontro con l'antigene.

I linfociti B hanno essi stessi capacità di presentare un antigene ai T linfociti. I T linfociti ne regolano l'attivazione e l'espansione clonale, dopo stimolo antigenico.

La porzione variabile di un anticorpo contiene le sequenze proteiche deputate al legame con un antigene.

Vi sono diversi isotipi di anticorpi (immunoglobuline)

 

Le citochine sono proteine (azione ormonale) che fungono da linguaggio tra cellule del sistema immunitario. Mediano molteplici funzioni tra cui differenziazione e attivazione cellulare, esressione di recettori, infiammzione.

Il complemento è un sistema proteico che si attiva a cascata, con attivazione di enzimi che clivano proteine, similmente a quanto avviene nel sistema della coagulazione. Il complemento media funzioni fondamentali dell'infiammazione, tra cui la chemotassi (richiamo di cellule nel sito di infiammazione), lisi cellulare, reazioni vasomotorie. La vicinanza di Fc delle immunoglobuline (porzione fissa), come avviene negli immunocomplessi, può determinare l'attivazione della cascata complementare.

Gli immunocomplessi generalmente innescano la via classica della cascata complementare.

Il sistema HLA è un insieme di geni che codificano per proteine di membrana dei leucociti che conferiscono identità univoca a queste cellule. E' fondamentale nella risposta immunitaria per il riconoscimento associativo dell'antigene. Il trapianto di tessuti tra soggetti non HLA identici, innesca il rigetto del medesimo trapianto.

Tutte le cellule dell'organismo possiedono in membrana molecole HLA di I classe.

Poche sono le cellule che presentano molecole HLA di II classe. Queste sono le cellule deputate all'innesco della risposta immunitaria.

 

     
 

Pagina iniziale del sito

 
     

NB: alcune malattie reumatiche presentano una associazione con particolari fenotipi HLA. Oltre il 90% dei malati di spondilite anchilosante presentano un fenotipo HLA di I classe B27. Nei soggetti con artrite reumatoide prevale il fenotipo HLA di II classe DR4.