E’ il farmaco che ha raccolto i maggiori
consensi di provata efficacia terapeutica nell’Artrite Reumatoide.
La posologia efficace varia tra 10 e 20 mg/settimana per bocca o per
via intramuscolare (in alcuni casi viene somministrato anche endovena).
Può essere validamente associato, con incremento di efficacia
anti-reumatica, a Clorochina, Sali d’oro, Sulfasalazina, Ciclosporina
e farmaci biologici anti-TNF-alfa.
Il farmaco è teratogeno ed è necessario porre in atto
una appropriata contraccezione, nelle donne in età fertile, al
fine di prevenire il danno embrio-fetale. Se la donna desiderasse una
gravidanza il MTX deve essere sospeso. Dopo 3 cicli mestruali è
possibile che resti gravida senza rischi aggiuntivi.
L’assunzione contemporanea di alcoolici o FANS (anti-infiammatori
non steroidei) può condizionare danno epatitico tossico anche
grave.
L’epatite (con ipertransaminasemia) è estremamente frequente
in soggetti con HBsAg o HCV-Ab (epatiti virali B o C); in tali pazienti
ne è sconsigliato l’impiego. Esami atti a svelare la presenza
di queste epatiti vanno eseguiti prima di iniziare il farmaco.
In taluni pazienti l’intolleranza gastrica del farmaco (nausea
e vomito) è prevenuta dal concomitante impiego di vitamina B12
o Plasil.
Sono infine descritte citopenie ematologiche (anemia macrocitica, leucopenia)
che possono essere prevenute dalla assunzione di folati (Folina).
Non induce tumori a lungo termine ed è
in genere ben tollerato.
Infuso nell'articolazione del ginocchio (in caso di monoartrite residua)
può indurre regressione duratura dell'artrite.
Impiegando questo farmaco fin dalle fasi più precoci di malattia
è possibile indurre remissioni anche di lunga durata e modificare
il decorso dell'artrite.
E' generalmente ben tollerato ed è gradita la singola assunzione
settimanale. Si raccomanda (il farmaco fa incrementare i valori di omocisteinemia)
di impiegare acido folico almeno 3 giorni la settimana, a distanza dall'assunzione
del Methotrexate. Eseguire ogni 2 mesi GOT, GPT ed emocromo completo.