Immunodepressor
che si è dimostrato efficace nella prevenzione della evoluzione
del danno anatomico articolare nell'artrite reumatoide (AR).
Nell’AR viene impiegato a bassa posologia (3 mg/Kg/die), evitando
in tal modo l’evidenza degli effetti collaterali maggiori osservati
nei pazienti sottoposti a trapianto d’organo.
Il paziente viene edotto di un possibile incremento della peluria corporea
e della possibile ipertrofia gengivale (prevenuta da una corretta igiene
del cavo orale e massaggio gengivale).
Gli effetti collaterali maggiori sono l’ipertensione arteriosa
(frequente nei soggetti già ipertesi) e il danno renale su base
vascolare, per cui deve essere monitorata la creatininemia.
Monitoraggio frequente della pressione arteriosa e controllo, almeno
mensile, della creatinina e dell’esame urine possono permettere
la prevenzione del danno nefrovascolare mediante riduzione della posologia
o sospensione del farmaco. Prediligiamo l'impiego della ciclosporina
nelle fasi precoci di malattia, specie nei soggetti giovani e in associazione
con altri farmaci anti-reumatici. Associato al Methotrexate dimostra
una efficacia maggiore delle altre associazioni.
In gravidanza, quando la malattia permane attiva, è stato da
noi impiegato con successo e abbiamo descritto un normale sviluppo del
sistema immunitario dei neonati.
Dr.
Roberto Gorla